Italy (italiano)

Descrizione del caso

Comuni: 36 comuni, focus sul tratto emiliano ed, in particolare, sul Comune di Rivergaro
Popolazione a rischio da inondazione nel bacino: 98.979 abitanti

Il bacino del Trebbia è suddiviso in un tratto montano e in uno pianeggiante. Nella parte montana le piogge sono intense, mentre in quella collinare e pianeggiante sono generalmente moderate. Il 56% della popolazione del bacino e l’11% della sua superficie sono sottoposti a rischio da inondazione. L’alluvione più recente (2015) ha causato 3 morti e numerosi danni economici e sociali. Per prevenire i rischi da inondazione nel bacino del Trebbia, il sindaco del Comune di Rottofreno ha promosso il progetto Arturo. Il progetto mira a sviluppare la consapevolezza dei rischi alluvionali e a creare una rete di soccorso di prossimità in grado di identificare in tempo reale la gravità del rischio rilevato e di eseguire protocolli di intervento predeterminati, attraverso l’identificazione convenzionale del comportamento del c.d. “agente modello” in fase di analisi degli scenari di rischio attesi. Il sistema mira ha diverse funzionalità:

– Comunicazione tra le pubbliche amministrazioni ed i cittadini per informazioni sia quotidiane sia di emergenza;

– Notifica pubblica dei bollettini di previsione emessi dalla Regione Emilia Romagna e divulgazione delle principali norme di auto-protezione in caso di eventi avversi, con possibilità di inserimento di consigli e “buone pratiche” specifiche per ciascun territorio di riferimento;

– Monitoraggio in tempo reale, bacino per bacino, degli accumuli di pioggia al suolo rilevati dalle stazioni pluviometriche in ragione di archi temporali predeterminati (u.m. mm/30’, mm/h, mm/3h), dei livelli idraulici rilevati dalle stazioni idrometriche e variazioni orarie di livello in altezza (mt) sullo zero idrometrico convenzionale della stazione, degli flussi di scarico degli invasi artificiali ove presenti (in mc/sec) e dei livelli piezometrici (in m/slm) relativamente alle soglie di regolazione che caratterizzano ciascun invaso e dei valori-soglia secondo codici colore predeterminati e coerenti con il sistema di allertamento nazionale;

– Elaborazione dei dati rilevati e diffusione di messaggi di avviso alla comunità accreditata alla versione completa dell’applicazione;

– Realizzazione di una modalità di lettura semplificata ed intuitiva in grado di guidare l’utente alla identificazione del dato critico e del livello di criticità riscontrata.

Analisi delle capacità sociali per la prevenzione, gestione e mitigazione dei rischi da inondazione

Il bacino del Trebbia (tratto emiliano) si caratterizza per:

– Un alto livello di motivazione a prevenire i rischi da inondazione, sia a livello istituzionale sia da parte dei cittadini, in particolare a seguito dell’alluvione del 2015. Sia le istituzioni che i cittadini mostrano interesse a collaborare con i loro pari e con altri soggetti per prevenire i rischi da inondazione;

– Un buon livello di apprendimento da alluvioni passate, e di integrazione della conoscenza all’interno del sistema di gestione dei rischi da inondazione, in particolare a livello istituzionale. Dopo l’alluvione del 2015, un nuovo sistema di prevenzione dei rischi da inondazione è stato sviluppato sia a livello regionale (WebAlert) che a quello locale (sistema Arturo). Numerose misure infrastrutturali sono in corso di implementazione per prevenire i rischi da inondazione. Inoltre, si registra una maggiore apertura del sistema istituzionale verso la partecipazione delle comunità locali alla prevenzione e gestione dei rischi da inondazione. Tuttavia, il coinvolgimento attivo della popolazione nella definizione e implementazione delle politiche in questo ambito non è ancora parte integrante del sistema.

– Un buon livello di conoscenza dei rischi da inondazione a livello istituzionale. Per quanto riguarda (A livello della) la comunità sono soprattutto le associazioni di protezione civile e, più in generale, i volontari, a mostrare una buona conoscenza dei rischi da inondazione. I cittadini che hanno risposto alla survey, realizzata nell’ambito dell’analisi, dichiarano un buon livello di conoscenza delle aree soggette a rischio da inondazione e dei numeri di emergenza, mentre il livello di conoscenza delle aree di assistenza in caso di inondazioni, e delle misure incluse nel Piano di protezione civile, è estremamente limitato. La maggior parte dei rispondenti alla survey non si sente preparata ad affrontare un evento alluvionale.

– Un sistema di informazione sui rischi da inondazione piuttosto sviluppato. Tuttavia, il 58% dei rispondenti alla survey considera il sistema inadeguato, in particolare a causa del linguaggio molto tecnico e della difficoltà di accesso ad alcune informazioni (ad esempio, i Piani di protezione civile non sono pubblicati sul sito comunale)

– Frammentazione delle reti di attori coinvolti nel sistema di prevenzione, gestione e mitigazione dei rischi da inondazione, in particolare a livello locale, e una debole partecipazione dei cittadini al sistema. La collaborazione tra gli attori (del sistema), in particolare tra i due versanti del bacino, è intensa durante le inondazioni, mentre è piuttosto limitata nella fase di prevenzione e preparazione. Nelle fasi di prevenzione e preparazione, la partecipazione dei cittadini è limitata perlopiù alla comunicazione top-down di informazioni tecniche sui rischi da inondazione, mentre essi diventano attori attivi nella fase di recupero a seguito di un evento alluvionale. In questa fase supportano le autorità locali e si organizzano per intraprendere azioni autonome (ad esempio fundraising). La partecipazione limitata dei cittadini in tutte le fasi delle inondazioni (prevenzione e preparazione, gestione dell’evento, recupero) è una delle criticità del sistema di gestione dei rischi da inondazione nel bacino del Trebbia. Tuttavia sono in corso alcuni miglioramenti.

Pilot Actions

Selezione delle azioni partecipative

Il processo partecipativo consiste in una serie di azioni di coinvolgimento delle istituzioni e della popolazione dei Comuni di Rivergaro e di Rottofreno. Esso è finalizzato, nel suo complesso, a incoraggiare e qualificare, tramite il ricorso a strumenti partecipativi, le capacità sociali delle comunità locali nel mitigare e gestire il rischio alluvioni, attivando e formando le loro risorse per rispondere in modo efficace agli eventuali eventi calamitosi e responsabilizzandoli come protagonisti della propria sicurezza.

Nello specifico gli obiettivi perseguiti dal processo, attraverso il coinvolgimento attivo delle istituzioni, degli stakeholders locali e della cittadinanza, sono:

– sostenere l’implementazione del sistema Arturo attraverso:

– la costruzione di un Addendum ai piani di protezione civile dei Comuni di Rivergaro e Rottofreno riguardante Arturo;

– l’elaborazione dei messaggi del sistema Arturo connessi alle diverse fasi di rischio;

– rafforzare la capacità collaborativa degli attori locali in materia del rischio da alluvioni, anche in prospettiva della futura stesura del Piano di Protezione Civile dell’Unione dei Comuni della Bassa Val Trebbia;

– accrescere le capacità locali di fronteggiare i rischi da alluvioni.

Le attività previste nel processo si distribuiscono in quattro fasi:

Fase 1 – La partenza: organizzazione e presentazione pubblica del processo partecipativo, con l’obiettivo di validare i risultati dell’analisi delle capacità sociali in tema di prevenzione, gestione e mitigazione dei rischi da inondazione, di rivedere e finalizzare le azioni del processo partecipativo insieme ai partecipanti e di costruire una cabina di regia del processo.

Fase 2 – La collaborazione: i lavori per la definizione dei documenti di azioni, con l’obiettivo di sostenere l’implementazione del sistema Arturo e di rafforzare la capacità collaborativa degli attori locali in materia del rischio alluvioni

Fase 3 – La presentazione degli esiti e la loro disseminazione per accrescere le capacità locali di fronteggiare i rischi da alluvioni.

Il processo partecipativo è iniziato a marzo 2017 ed è tuttora in corso. La conclusione del processo è prevista per maggio 2017.

La prima fase del processo partecipativo si è conclusa il 14 marzo, con la realizzazione di un workshop aperto alla cittadinanza e alle istituzioni di Rivergaro e Rottofreno.

Durante il workshop sono state condotte le seguenti azioni:

– presentazione dei risultati del caso studio sulle capacità sociali per la prevenzione, gestione e mitigazione dei rischi da inondazione in Val Trebbia;

– presentazione del percorso partecipativo e accoglimento di feedback sulle azioni proposte, sulle quali rimodulare il percorso, e suggerimenti operativi per l’organizzazione delle due passeggiate lungo il fiume;

– raccolta di suggerimenti/stimoli per la creazione di un catalogo di ulteriori azioni partecipative che possano andare oltre l’orizzonte di Capflo e costituire la base per interventi futuri.

Le azioni di partecipazione concordate durante il workshop sono:

– due Passeggiate lungo il fiume Trebbia aperte alla cittadinanza (una nel territorio del Comune di Rivergaro e una nel territorio del Comune di Rottofreno);

– un Workshop con i professionisti del settore (istituzioni regionali, provinciali, comuni e Unione Bassa Val Trebbia e Val Luretta, associazioni di protezione civile, associazioni di agricoltori/pescatori, ecc);

– due Workshop aperti a tutta la cittadinanza (uno nel territorio del Comune di Rivergaro e uno nel territorio del Comune di Rottofreno);

– Campagna informativa sui risultati emersi nel percorso partecipativo in relazione alla prevenzione e gestione dei rischi da inondazione a Rivergaro e Rottofreno.

Descrizione delle azioni

– Passeggiate lungo il fiume Trebbia aperte alla cittadinanza a Rivergaro e Rottofreno

Nel corso delle passeggiate verrà riscoperta la memoria del rapporto abitanti-fiume, verranno ascoltate le persone che li abitano, condividendo saperi ed esperienze. Infatti, per partecipare attivamente al processo è necessario conoscere profondamente i luoghi cui è destinato. Le passeggiate saranno accompagnate da guide locali e tra i partecipanti ci saranno alcuni rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di dare spazio a punti di vista differenti sui rischi legati al corso d’acqua, valorizzando le competenze degli abitanti in forma di conoscenze diffuse e aprendo alla cittadinanza gli ambiti decisionali interessati dal processo.

– Workshop con i professionisti del settore

Il workshop è rivolto a istituzioni regionali, provinciali, comuni e Unione Bassa Val Trebbia e Val Luretta, associazioni di protezione civile, associazioni di agricoltori/pescatori, ecc. Il workshop si propone di definire le azioni di implementazione del sistema Arturo e delle misure di miglioramento dei Piani di Protezione Civile comunali.

– Workshop aperti a tutta la cittadinanza

Gli workshop (uno nel territorio del Comune di Rivergaro e uno nel territorio del Comune di Rottofreno) si propongono di discutere le azioni e le misure emerse dal primo Workshop, al fine di condividere e, allo stesso tempo, avere un feedback sulla loro capacità comunicativa e il loro livello di chiarezza per un utenza non tecnica.

– La presentazione degli esiti e la disseminazione. Diffusione dei risultati del processo

Terminata la fase collaborativa, saranno selezionati gli elementi più significativi emersi dagli incontri e sarà dato il via ad una sistematica Campagna informativa in relazione alla prevenzione e gestione dei rischi da inondazione a Rivergaro e Rottofreno, attraverso la diffusione nelle Scuole presenti nei Comuni e nelle sedi degli enti pubblici di una cartolina illustrativa dei principali temi emersi dal processo partecipativo.